Il 5G è nocivo per la salute? Il rapporto ISTISAN

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Ci si interroga sui rischi per la salute dovuti al cellulare e alle onde elettromagnetiche, ma il 5G è nocivo per la salute? Il rapporto ISTISAN prova a darci delle risposte. Oggi l’esposizione alle radiofrequenze (RF) è inevitabile, ma quanto sappiamo dei rischi per la salute? Nel 2011 la IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ha classificato le radiofrequenze come possibili cancerogeni, inserendole nel gruppo 2B.

Il rapporto ISTISAN, l’Istituto Superiore di Sanità, ci fornisce dei dati interessanti.

L’esposizione alle RF dipende da vari fattori, come ad esempio dove si svolge la vita quotidiana o da quanto ognuno di noi è a contatto con i dispositivi elettronici. Bisogna anche considerare che se le infrastrutture per le telecomunicazioni sono notevolmente aumentate, è però diminuita l’intensità del segnale grazie al passaggio ai sistemi digitali, con gli impianti Wi-Fi che emettono una quantità di RF notevolmente inferiore rispetto ai limiti stabiliti. La maggior parte di RF proviene dal cellulare, ma con l’avvento del 3G e del 4G la potenza media è diminuita di 100-500 volte rispetto alla precedente rete 2G, senza dimenticare che per ridurre ulteriormente l’esposizione è sufficiente utilizzare accessori come auricolari e vivavoce. Per quanto riguarda il 5G, al momento non è possibile fornire dei dati precisi, in quanto aumenteranno ulteriormente gli impianti emittenti, ma diminuiranno le potenze medie delle RF.

Dal 1999 sono stati fatti numerosi studi sulla relazione tra l’utilizzo del cellulare e la comparsa di tumori cerebrali, i risultati tuttavia non sono risolutivi e la comparsa di questo tipo di patologie non sembra coincidere con l’aumento esponenziale dell’utilizzo di smartphone e cellulari. Anche l’ipotesi di un nesso fra le RF e la leucemia infantile non trova un fondamento, allo stesso modo la maggior parte degli studi effettuati non evidenzia danni al DNA. L’OMS, ovvero l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sta lavorando per aggiornare le valutazioni dei rischi per la salute causati dall’esposizione alle radiofrequenze, mentre gli esperti monitorano costantemente i risultati e le possibili variazioni legate al progresso tecnologico.